Indice dei contenuti
- Prima di partire chiediti cosa puoi dare
- Breve, medio o lungo periodo
- Visti e permessi, la parte da non sottovalutare
- Pacchetti di volontariato e orfanotrofi, dove fare attenzione
- Dove dare una mano a Luang Prabang e nel resto del paese
- Aiutare viaggiando, il turismo responsabile
- Qualche risorsa per informarsi
Tra le domande che arrivano a TuttoLaos, quella sul volontariato in Laos torna spesso. A volte la scrive chi in Laos c’è già stato ed è rimasto colpito dalla gentilezza delle persone. Altre volte chi sta preparando il viaggio e vorrebbe restituire qualcosa a un paese che ha ancora tante zone povere. È un desiderio bello, e proprio per questo merita di essere preso sul serio.
Con molto entusiasmo e poche informazioni si rischia di creare problemi, a sé stessi e a chi si vorrebbe aiutare. In questa guida trovi quello che conviene sapere prima di scrivere a un’associazione o di prenotare il volo.
Prima di partire chiediti cosa puoi dare
Il primo passo si fa a casa, molto prima di cercare un’organizzazione. Le associazioni laotiane hanno pochi fondi e poco personale. Non hanno il tempo di formare chi arriva, soprattutto se resta meno di sei mesi. La domanda utile allora è semplice: che cosa so fare che possa servire davvero, lì?
Chi insegna, chi conosce bene l’inglese, chi ha competenze informatiche o mediche parte avvantaggiato. Chi non ha una competenza precisa può comunque essere utile, ma deve mettere in conto un ruolo più piccolo e più tempo per inserirsi.
Vale la pena anche guardarsi dentro con onestà. Pensa a una giornata in un villaggio dove quasi nessuno parla inglese, l’acqua calda non c’è e il programma cambia senza preavviso. Se la motivazione è solida, quelle giornate diventano tra i ricordi più preziosi della tua vita. Se invece stai cercando una vacanza diversa o una pausa dai tuoi problemi, la fatica arriva presto. Ne fanno le spese anche le persone che contavano su di te.
C’è poi una strada che molti scartano subito: la donazione. Se hai poco tempo, sostenere un’organizzazione seria può aiutare più di due settimane sul posto. Chi lavora lì sa dove servono i soldi. Se vuoi sapere come vengono usati, le realtà più strutturate pubblicano i loro bilanci.
Breve, medio o lungo periodo
Il tempo che hai a disposizione cambia completamente il tipo di esperienza. Le grandi organizzazioni internazionali hanno quasi tutte sede a Vientiane. Chiedono di solito una disponibilità lunga e scelgono i candidati con molta attenzione: guardano competenze, esperienze precedenti, conoscenza del settore. Il volontariato di lungo periodo, spesso di almeno due anni e a volte con un rimborso o uno stipendio, è una vera scelta di vita. Chi vuole lavorare nella cooperazione deve mettere in conto corsi di formazione e una buona dose di pazienza.

Tra i due e i sei mesi le porte si aprono un po’ di più. Restando a lungo c’è il tempo di imparare il lavoro, e anche chi non ha una professione specifica può trovare spazio. Le permanenze brevi, invece, funzionano soprattutto per professionisti e artigiani. Un medico, un insegnante o un tecnico possono lasciare molto anche in poche settimane.
Se non hai mai fatto volontariato, un consiglio pratico: comincia in Italia. Un’associazione della tua città ti fa capire come lavori in gruppo, cosa ti pesa e cosa ti dà energia. È un’ottima preparazione prima di andare dall’altra parte del mondo.
Visti e permessi, la parte da non sottovalutare
Qui serve chiarezza. In Laos il visto turistico non permette di lavorare, e il volontariato organizzato viene trattato come un lavoro a tutti gli effetti. Chi presta servizio con un visto turistico rischia guai con le autorità. Va ricordato soprattutto per le permanenze lunghe.
Le organizzazioni serie conoscono bene la procedura. Ti chiedono i documenti, ti invitano formalmente e si occupano della pratica con le autorità laotiane. Le regole cambiano spesso, anche per l’adeguamento alle norme dell’ASEAN. Prima di partire chiedi all’organizzazione quale visto ti serve, e fattelo scrivere.
Dove c’è burocrazia, c’è sempre chi prova ad approfittarne. Può capitare, soprattutto con le realtà più piccole, che qualcuno ti chieda soldi per “sistemare i documenti”. In quel momento è facile fidarsi, perché vuoi solo cominciare. Meglio fermarsi e chiedere conferma all’ambasciata o a un’organizzazione internazionale presente nel paese.
Un’ultima cosa da preparare prima della partenza è la copertura sanitaria. Chi resta mesi nel paese, magari in zone rurali, deve sapere che gli ospedali fuori dalle città sono pochi e semplici. Per i casi seri capita di doversi spostare a Vientiane o in Thailandia. Un’assicurazione sanitaria pensata per i soggiorni lunghi, come la polizza Lunga Permanenza di Heymondo, ti permette di affrontare un imprevisto senza dover pensare anche ai costi.
Pacchetti di volontariato e orfanotrofi, dove fare attenzione
In rete si trovano molte proposte che uniscono una vacanza in Laos e qualche giorno di volontariato. Spesso costano parecchio, e non sempre è chiaro quanta parte del prezzo arrivi davvero alla comunità. Se il tuo obiettivo è aiutare, spesso conviene viaggiare per conto tuo e spendere sul posto. Dormi in una guesthouse familiare, mangia nei ristoranti del villaggio, compra dagli artigiani: quei soldi restano dove servono.
Il discorso più delicato riguarda i bambini. Si affezionano in fretta, e vedere arrivare e ripartire un volontario dopo l’altro lascia in loro un segno. Molte organizzazioni che si occupano di tutela dell’infanzia sconsigliano il volontariato breve a contatto diretto con i minori, in particolare negli orfanotrofi. Un buon segnale è l’opposto di quello che ci si aspetterebbe. Un’associazione seria ti chiede referenze e un certificato del casellario giudiziale, e non lascia mai uno sconosciuto da solo con i bambini. Se nessuno ti chiede nulla, è il momento di farti qualche domanda.
Dove dare una mano a Luang Prabang e nel resto del paese
Luang Prabang è il posto più semplice per cominciare, perché qui operano realtà piccole e accessibili. La più conosciuta è Big Brother Mouse. È nata dall’idea di dare ai bambini laotiani libri da leggere per piacere, in lao, quando avevano a disposizione solo i testi scolastici. Oggi pubblica libri e segue progetti educativi.
Nella loro sede in centro, vicino al Wat Nong, i visitatori possono fermarsi a conversare in inglese con studenti e giovani monaci. Ti siedi a un tavolo con un ragazzo che vuole allenarsi per un esame o sapere com’è la vita in Italia. Dopo pochi minuti la timidezza sparisce, da una parte e dall’altra. Non serve nessuna preparazione, e per molti viaggiatori è il ricordo più bello di Luang Prabang.

Fuori dalle città le associazioni sono più piccole e spesso chiedono di parlare almeno un po’ di lao. Il paese porta ancora addosso le ferite della guerra: il Laos è stato il paese più bombardato della storia in rapporto alla popolazione. Gli ordigni inesplosi della guerra feriscono ancora oggi contadini e bambini. Su questo fronte lavora da anni MAG, una delle ONG che stimiamo di più. Il loro è un lavoro tecnico, che richiede personale specializzato. Chi non ha quelle competenze può comunque sostenerli con una donazione.
Aiutare viaggiando, il turismo responsabile
Per fare del bene in Laos non è obbligatorio diventare volontari. Anche un viaggio normale può lasciare qualcosa, se lo si fa in punta di piedi. Significa rispettare i ritmi e le usanze di chi ti ospita, scegliere guide e strutture locali, ricordarsi che si è a casa d’altri.
Alcune organizzazioni accolgono volentieri i viaggiatori che vogliono vedere i loro progetti. Un’ora di conversazione con gli studenti a Luang Prabang trova posto in qualsiasi itinerario, anche il più rilassato. Ti lascia un’idea del paese che nessun monumento può darti. Se stai pensando a qualche giorno in città, possiamo includere questa visita su richiesta nel tour di quattro giorni a Luang Prabang che organizziamo con il nostro partner locale. Basta segnalarlo quando chiedi il preventivo.
Qualche risorsa per informarsi
Per un primo orientamento sulle ONG presenti in Laos, il sito di MAG racconta bene il lavoro sugli ordigni inesplosi. Il sito dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo è utile per capire come funziona il mondo della cooperazione e quali percorsi esistono per chi vuole farne un lavoro. Prima di decidere, il consiglio resta quello di scrivere direttamente alle organizzazioni che ti interessano. Una risposta chiara e precisa, anche quando è un no, dice molto della serietà di chi hai di fronte.